A
EPILOGO A
Questo è
quanto. Io mi ci sono divertito e appassionato, e così vado
avanti; spero che lo stesso possa accadere a qualche altro amico
contradaiolo. Ho controllato e ricontrollato tutti i
dati; ma, se mi fosse sfuggito qualche errore, me ne sarà
gradita la segnalazione, così come sarà per ogni critica non
malevola, consiglio o suggerimento.
Se poi, come del resto mi è già accaduto, dovessi trovarmi a
dare una risposta definitiva al
perché, non saprei
fare di meglio che affidarmi ai versi di quello che è
considerato di solito un poeta dialettale, ma che invece è,
secondo me, un grande, immenso poeta.
LA CICALA E IL CAMALEONTE
Mentre cantava l'inno
al solleone
una cicala si trovò di
fronte
a tu per tu con un
camaleonte
più nero del carbone
Quant'è che mi rifriggi
'sta canzone
le cominciò a di' lui
lasciala perde'
me la cantavi al tempo
ch'ero rosso
me la cantavi al tempo
ch'ero verde
che vai cercando
che ti zompi addosso?
Io canto al sole
gli rispose lei
e la luce del sole è
sempre uguale
che vuoi che ce ne
freghi a noi cicale
di che colore sei!
TRILUSSA
(arbitrariamente
senesizzato da Piero Valensin)
5 gennaio 2009