IL PALIO NON E’ UN’OPINIONE

di Piero Valensin

A EPILOGO A

Questo è quanto. Io mi ci sono divertito e appassionato, e così vado avanti; spero che lo stesso possa accadere a qualche altro amico contradaiolo. Ho controllato e ricontrollato tutti i dati; ma, se mi fosse sfuggito qualche errore, me ne sarà gradita la segnalazione, così come sarà per ogni critica non malevola, consiglio o suggerimento.                             

Se poi, come del resto mi è già accaduto, dovessi trovarmi a dare una risposta definitiva al perché, non saprei fare di meglio che affidarmi ai versi di quello che è considerato di solito un poeta dialettale, ma che invece è, secondo me, un grande, immenso poeta.

 

 

LA CICALA E IL CAMALEONTE

 

Mentre cantava l'inno al solleone

una cicala si trovò di fronte

a tu per tu con un camaleonte

più nero del carbone

Quant'è che mi rifriggi 'sta canzone

le cominciò a di' lui

lasciala perde'

me la cantavi al tempo ch'ero rosso

me la cantavi al tempo ch'ero verde

che vai cercando

che ti zompi addosso?

Io canto al sole

gli rispose lei

e la luce del sole è sempre uguale

che vuoi che ce ne freghi a noi cicale

di che colore sei!

 

TRILUSSA

(arbitrariamente senesizzato da Piero Valensin)

            

5 gennaio 2009