Quando ne é
nata l'idea, circa venticinque anni fa, in vacanza, per
passare il tempo divertendomi insieme ai miei figli, allora
piccoli, doveva essere un libro; un libro che, a partire dai
testi classici, almeno quelli più noti e apprezzati,
raccogliesse, catalogasse, inquadrasse e, entro limiti ben
definiti, interpretasse
i
numeri del palio.
Quali testi? Non
mi sembra il caso di annoiare con l'esposizione di una
corposissima bibliografia, mi limiterò a indicare le tre
fonti a cui ho attinto di più: in primissimo luogo, il bel
libro di Enrico
Giannelli e
Maurizio
Picciafuochi (Ora
come allora -
carriere e fantini dalle origini del Palio ad oggi - Collana
Quaderni dei Malavolti N.4) e, subito a ruota, i
siti
internet di
Sergio
Profeti (www.ilpalio.siena.it) e di
Orlando
Papei (www.ilpalio.org);
si tratta di tre opere, insieme alla maggior parte delle
altre, in cui la correttezza di una minuziosa ricerca
storica si fonde perfettamente con l'amore profondo per
Siena, il Palio, le contrade. Quando mi sono trovato di
fronte a dati contraddittori, ho seguito pedissequamente
l'interpretazione emergente dall'appassionata e
puntualissima ricerca storica di Ghigo
Giannelli,
con un'unica eccezione, nata dalla mia personalissima e
arcisicura esperienza: il cavallino grigio che ha corso due
palii nel 1945, di luglio nell'Oca, d'agosto nella
Chiocciola, si chiamava
Elis, non Eris, albergava
nelle scuderie dell'Istituto Sclavo e io, da piccolo, gli
sono montato in groppa, sorvegliato dallo stalliere
Pecciarelli che lo accudiva, così come è avvenuto con il
potentissimo, e mitissimo,
Piero; ripeto, questa è
stata la sola volta in cui ho dato retta alla mia memoria e
non a
Ghigo, con un esclusivo
piccolo rimpianto, quello di aver archiviato come
Catera il fantino
universalmente, e più convincentemente noto come
Gano di Catera.
Perché? L'amore
per il
Palio, in tutta
sincerità ancora più forte di quello per la contrada e per
la città, è stato la prima molla; la seconda, la passione
per i
numeri, mai fine
a sé stessa, ma strettamente legata alla ricerca della
verità, alla storia, alla geografia, alla realtà sociale di
un fenomeno; del resto, i numeri sono stati una parte
importante del
mio lavoro passato e il rifiuto di accettarli come momento
essenziale dell'accertamento della verità da parte
dell'istituzione in cui operavo è stato il motivo del mio
pensionamento, anticipato e piuttosto amaro. Ho imparato abbastanza presto che i numeri non dicono
mai tutto, ma
sempre molto,
qualche volta moltissimo. Da qui il titolo
Il Palio non è un'opinione.
E
che cos'è allora il Palio?
Non so trovare definizione più convincente di quella
formulata da Giuliano
Catoni, la cui
intelligenza e la cui cultura, entrambe eccezionali, l'hanno
portato a definirne la
faziosa armonia;
e non so trovare più calzante chiave di lettura di quella
offerta dai filmati, spesso splendidi, delle TV locali: il
pianto del
dopo-palio vittorioso; guardatelo bene e capirete che non è
uguale a nessun altro pianto, conseguente a vittorie
sportive, sociali o belliche, perché, per ogni contradaiolo,
quella è una
cosa vera e davvero
sua,
paragonabile forse solo alla nascita di un figlio
ardentemente desiderato
(e da qui viene conseguente la pittoresca scenografia del cittino
neonato). Tutto questo, che è poi, in sostanza, amore e rispetto per
la verità, sono riuscito, insieme alla mia adorata moglie, a
trasmettere ai figli ed ora spero che, tutti insieme,
riusciamo a farlo arrivare, inalterato, ai sette
splendidi nipoti; da qui la
dedica, che è in
forma di uno scherzo musicale che facciamo insieme.
Nel frattempo il lavoro è divenuto così grosso e articolato
che, invece di un libro, rischiava di venir fuori una cosa
tipo enciclopedia britannica, improponibile.
Conseguente quindi l'idea del sito internet,
che offriva, inoltre, l'opportunità di mettere a
disposizione del contradaiolo interessato, gratuitamente,
una serie di dati che poi egli stesso potesse
aggiornare,
senza bisogno di successive ristampe. L'home page
del sito è abbellita da un disegno geniale del mio
amico-fratello Emilio
Giannelli.